Torna al Programma
Capitolo XIV

Politica Estera e Ruolo nell'UE

L'Italia non deve subire l'Europa. Deve costruirla.

Costo stimato: €1,5 mld/anno · Beneficio: €6 mld/anno — ratio 1:4

Il principio: l’Italia non deve subire l’Europa. Deve costruirla. Siamo per la piena integrazione europea — non per un’Europa a due velocità in cui i paesi più ricchi decidono e gli altri si adeguano.

Le misure: - Piena integrazione europea come obiettivo strategico irrinunciabile: più Europa, non meno - Messa in rete dell’energia tra i paesi UE: rete elettrica europea integrata come infrastruttura di sicurezza collettiva e leva della transizione energetica; un paese con eccesso di solare può cedere energia a uno con deficit, riducendo la dipendenza dai fossili per tutti - Condivisione del debito per progetti di integrazione europea: sostegno agli Eurobond per investimenti comuni in infrastrutture, ricerca, difesa e transizione ecologica. Il modello del Next Generation EU (PNRR) è il precedente da stabilizzare e ampliare - Promozione della Golden Rule europea: l’Italia deve portare in sede UE la proposta di escludere gli investimenti pubblici produttivi dal computo del deficit rilevante ai fini del Patto di Stabilità. La proposta è stata agitata ma mai adottata; il nuovo quadro di governance fiscale (entrato in vigore nel 2024) lascia margini — il PRSS li utilizza e li amplia - No all’Europa a più velocità: ogni paese membro deve avere voce piena nel processo decisionale; le disuguaglianze tra Nord e Sud Europa sono una minaccia alla coesione del progetto stesso

Modelli di riferimento: - Il modello del Next Generation EU: debito comune europeo per investimenti comuni — un precedente storico da consolidare. - La proposta della Commissione Europea di riformare il Patto di Stabilità in senso favorevole agli investimenti (proposta 2023, parzialmente recepita nel nuovo quadro di governance).