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Capitolo XX

Piano Decennale: Coperture e Investimenti

Un programma serio dice quanto costa e come si paga.

Piano di copertura autofinanziato attraverso le riforme dei capitoli precedenti

Il principio: un programma serio dice quanto costa e come si paga. Il PRSS distingue nettamente tra spesa corrente e investimento in conto capitale, e costruisce un piano credibile su dati reali. Il programma si articola in un nucleo finanziato — realizzabile anche senza riforme europee — e un programma esteso condizionato al successo della strategia europea.


Le fonti di entrata

A. Recupero dell’evasione fiscale

I dati sono solidi e documentati. Banca d’Italia stima il tax gap complessivo (fiscale e contributivo) a oltre 82 miliardi di euro (dati 2021). Il MEF lo stima tra 98 e 102 miliardi. Le misure proposte — limite al contante, incrocio in tempo reale Fisco-INPS-Catasto, AI per l’analisi predittiva — agiscono su due leve distinte:

A1 — Recupero da accertamento e compliance attiva: l’Agenzia delle Entrate ha recuperato 26,3 miliardi nel 2024, record assoluto. Le misure di tracciabilità e analisi predittiva possono aumentare questo risultato del 20–30% in modo strutturale. Obiettivo: 5–8 miliardi di euro annui aggiuntivi rispetto al 2024.

A2 — Allargamento strutturale della base imponibile: i 3,1 milioni di lavoratori irregolari e le Partite IVA riclassificate come lavoro dipendente generano gettito permanente — non recuperi una tantum. Ogni lavoratore che transita al lavoro regolare genera mediamente 4.000–6.000 euro annui di contributi INPS e 2.000–3.000 euro di IRPEF. La fatturazione elettronica ha già ridotto l’evasione IVA della metà tra il 2017 e il 2021 (Banca d’Italia): l’estensione a tutte le categorie replica questo effetto. Obiettivo: 8–15 miliardi di euro annui a regime (Fase 2–3).

Obiettivo totale — recupero evasione: 13–23 miliardi di euro annui a regime, con stima centrale di 16 miliardi. Più conservativo del target originario ma più difendibile sulla base della traiettoria storica italiana e delle esperienze comparate.

B. Allargamento della base contributiva

L’ingresso di lavoratori immigrati regolari aggiunge contribuenti netti: ogni lavoratore straniero regolare contribuisce in media più di quanto riceve in servizi nel primo decennio di residenza (studio INPS, 2023).

Obiettivo: 3–5 miliardi di euro annui a regime.

C. Riallocazione fondi pubblici all’istruzione privata

Il sistema italiano eroga circa 500 milioni di euro annui in finanziamenti diretti alle scuole private paritarie a scopo di lucro. Il loro progressivo trasferimento al sistema pubblico è una riallocazione, non una tassa nuova.

D. Razionalizzazione della spesa pubblica

Non tagli lineari, ma spending review mirata: eliminazione di duplicazioni, inefficienze e rendite di posizione. La Corte dei Conti ha identificato in numerosi rapporti aree di spesa pubblica con elevatissimo spreco. Stima prudente: 5–8 miliardi di risparmi netti annui raggiungibili entro 5 anni senza toccare i servizi essenziali.


Gli investimenti necessari

Area Fabbisogno stimato Orizzonte
Infrastrutture pubbliche (scuole, ospedali, tribunali) 15-20 mld/anno Decennale
Istruzione (stipendi, nidi, università) 8-12 mld/anno Strutturale
Ricerca e sviluppo (portare al 3% PIL) 10-15 mld/anno Progressivo
Sanità (territorio, liste d’attesa, salute mentale, LEP omogenei) 6-10 mld/anno Strutturale
Transizione energetica (rinnovabili, efficienza) 8-12 mld/anno Decennale
Housing sociale (patrimonio pubblico) 3-5 mld/anno Primo quinquennio
Giustizia (organico, strutture) 2-3 mld/anno Strutturale
Forze dell’ordine e intelligence 2-3 mld/anno Strutturale
Artigianato e scuole formazione 1-2 mld/anno Strutturale
Previdenza (riforma separazione previdenza/assistenza) 2-4 mld/anno Strutturale
Coesione territoriale (ZES operative, atenei del Sud, capacità PA) 2-3 mld/anno Strutturale
Istituto Nazionale di Colonizzazione (fondo fondiario e immobiliare) 0,4-0,7 mld/anno Strutturale
Totale fabbisogno annuo a regime 59-90 mld/anno

Nota metodologica: la tabella include le voci principali. Non sono incluse separatamente alcune voci aggregate in capitoli specifici: Uffici per il Lavoro Italiano all’estero (50–150 mln/anno, incluso nel cap. immigrazione), AI fiscale (incluso nel bilancio Agenzia delle Entrate), potenziamento DIA/DNA/antimafia (200–400 mln/anno, incluso nel bilancio Ministero dell’Interno). Il costo netto della ristrutturazione militare (Cap. XVII) è stimato neutro a regime.


Il quadro di copertura

Fonte Gettito aggiuntivo stimato a regime
Recupero evasione (compliance attiva + allargamento base) 13-23 mld/anno
Allargamento base contributiva (immigrazione regolare) 3-5 mld/anno
Riallocazione fondi istruzione privata a scopo di lucro 0,5 mld/anno
Razionalizzazione spesa pubblica 5-8 mld/anno
Totale entrate aggiuntive 21,5-36,5 mld/anno

Nucleo finanziato e programma esteso

Il PRSS distingue due livelli di impegno:

Nucleo programmatico finanziato (35–40 mld/anno): gli interventi con copertura solida anche senza Golden Rule europea e con stime conservative delle entrate. Comprende: potenziamento SSN territoriale, nidi universali (prima fase), infrastrutture scolastiche prioritarie, stipendi insegnanti, riforma previdenziale (separazione previdenza/assistenza), housing sociale sul patrimonio esistente, forze dell’ordine, giustizia. Questo nucleo è realizzabile con le entrate aggiuntive interne nella stima centrale (circa 28–29 miliardi) e con un moderato ricorso al debito produttivo (6–10 miliardi annui).

Programma esteso (59–90 mld/anno): il programma completo, condizionato al successo della strategia europea (Golden Rule) e al raggiungimento della stima alta delle entrate. Si attiva progressivamente con l’avanzare delle riforme.

Nota costituzionale — Art. 81 Cost.: il ricorso al debito per il nucleo finanziato (6–10 mld/anno) è realizzabile con l’autorizzazione parlamentare a maggioranza assoluta prevista dall’Art. 81 Cost. riformato. Il pieno dispiegamento del programma esteso, tuttavia, potrebbe richiedere una revisione dell’Art. 81 Cost. per inserire un’eccezione esplicita per gli investimenti pubblici produttivi — sul modello del meccanismo tedesco (Schuldenbremse, Art. 115 GG). Il PRSS include tale revisione nel proprio programma di riforma istituzionale, subordinata all’esito delle trattative sulla Golden Rule europea: se l’UE adotta la Golden Rule, la pressione su Art. 81 si riduce; se non la adotta, la revisione costituzionale interna diventa il percorso alternativo. Una revisione ex Art. 138 Cost. richiede due deliberazioni di ciascuna Camera con intervallo minimo di tre mesi e, se non si raggiungono i due terzi, referendum confermativo.*


La Golden Rule: perché è giustificata

Il nuovo quadro di governance fiscale europea, entrato in vigore nel 2024, prevede già una certa flessibilità per i paesi che presentano piani di investimento ambiziosi (fino a 7 anni di aggiustamento invece di 4). Il PRSS va oltre: chiede che gli investimenti pubblici in istruzione, sanità, ricerca e infrastrutture siano esclusi dal computo del deficit ai fini del Patto di Stabilità.

La logica è economicamente fondata. Un’analisi dell’FMI (2014, confermata nel 2020) stima che il moltiplicatore fiscale degli investimenti pubblici in infrastrutture e istruzione sia superiore a 1,5 in periodi di bassa crescita — ogni euro investito genera più di 1,5 euro di PIL aggiuntivo nel tempo. La letteratura (Blanchard & Leigh 2013; Ilzetzki, Mendoza & Végh 2013) mostra tuttavia che i moltiplicatori sono più bassi nei paesi ad alto debito e con cambio fisso: per l’Italia il moltiplicatore realistico è stimato tra 0,8 e 1,2 nel breve termine e tra 1,2 e 1,5 nel lungo termine, una volta che l’economia ha assorbito l’impulso. Anche nella stima conservativa, un moltiplicatore di 1,2 è superiore al costo attuale del debito italiano: il debito per investimenti produttivi non aggrava il problema fiscale nel lungo periodo.

L’Italia ha già presentato, senza successo, la richiesta di una Golden Rule nelle trattative sul nuovo Patto di Stabilità (2023-2024). Il PRSS si impegna a rilanciare questa proposta in sede europea, costruendo un’alleanza con i paesi mediterranei e con la Francia, che ha interessi convergenti.


Scenari di attuazione

Il PRSS è trasparente sulle dipendenze del piano e definisce tre scenari:

Scenario A — Golden Rule ottenuta entro 2030: Il programma esteso si attiva pienamente in Fase 2 e Fase 3. Gli investimenti in R&D raggiungono il 3% del PIL entro il 2037. La copertura dei nidi arriva all’80%. Il piano infrastrutturale decennale procede senza rallentamenti.

Scenario B — Nessuna Golden Rule, ma nuovo Patto di Stabilità con flessibilità parziale: Il programma si concentra sugli interventi a più alto moltiplicatore e più rapido ritorno fiscale: nidi universali (rientro attraverso occupazione femminile), infrastrutture scolastiche (rientro attraverso capitale umano e produttività), ricerca applicata (rientro attraverso brevetti e crescita). La transizione energetica avanza più lentamente. Il target R&D al 3% del PIL viene posticipato al 2040. Il nucleo programmatico rimane intatto.

Scenario C — Nessuna flessibilità europea, vincoli del Patto di Stabilità invariati: Il programma si finanzia interamente con il recupero dell’evasione, l’allargamento della base contributiva e la spending review. Si rinuncia temporaneamente agli investimenti del programma esteso non coperti dalle entrate interne. Il nucleo programmatico (35–40 miliardi/anno) rimane realizzabile. Questo è il programma di mandato minimale ma credibile, che non dipende da nessuna riforma europea.


Il piano per fasi

Fase 1 — Fondamenta (2027–2029): Recupero dell’evasione, digitalizzazione fiscale, regolarizzazione del lavoro sommerso, censimento del patrimonio pubblico inutilizzato, avvio delle scuole di formazione artigianale, riforma del sistema degli appalti, avvio della riforma previdenziale (separazione previdenza/assistenza). Obiettivo: liberare 15–20 miliardi annui di risorse aggiuntive senza aumentare la pressione fiscale nominale. Commissione tecnica sul nucleare: report pubblico entro fine 2028.

Fase 2 — Investimento (2030–2033): Piano infrastrutturale straordinario (scuole, ospedali), potenziamento del SSN territoriale, avvio del piano nidi universali, avvio del piano housing sociale sul patrimonio pubblico, portare la spesa in R&D al 2% del PIL. Eventuale fase autorizzativa/localizzativa per SMR nucleari (se il Parlamento lo delibera entro il 2029). Obiettivo: rendere visibili gli effetti della riforma sulla qualità della vita quotidiana.

Fase 3 — Consolidamento (2034–2037): Portare R&D al 3% del PIL (Scenario A) o avviare il percorso al 2040 (Scenario B/C), completare la transizione energetica rinnovabile, raggiungere la copertura nidi all’80%, completare la messa in sicurezza sismica degli edifici pubblici. Eventuale avvio costruzione primo SMR (se approvato e se i tempi costruttivi lo consentono). Obiettivo: rendere strutturali e irreversibili le riforme.