Il principio: la transizione energetica è un investimento, non un costo. Il dibattito sul nucleare di nuova generazione non può essere chiuso per ideologia.
Le misure:
- Piano nazionale per le rinnovabili: solare, eolico offshore, geotermia, idroelettrico di pompaggio
- Semplificazione radicale delle autorizzazioni per impianti rinnovabili (oggi tra le più lente in Europa)
- Comunità energetiche: incentivi per autoproduzione e condivisione locale dell’energia
- Un tetto solare su ogni edificio idoneo. Entro il 2032 tutti gli edifici pubblici idonei (scuole, ospedali, uffici, caserme) sono coperti da impianti solari, ben oltre le soglie minime della direttiva europea sugli edifici (UE 2024/1275), con mutui CDP e BEI ripagati dal risparmio in bolletta. Per gli edifici privati l’impianto è obbligatorio nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni importanti, come prevede già la direttiva; per l’esistente valgono incentivi decrescenti nel tempo, uniti a prestiti CDP per famiglie, condomini, imprese e comunità energetiche. Si parte da tetti, capannoni, parcheggi e aree già costruite, per non consumare suolo agricolo
- Una rete elettrica europea comune (Cap. XIV): più interconnessioni fra gli Stati membri, verso l’obiettivo europeo del 15% di capacità di interconnessione al 2030, con l’Italia come snodo fra Europa e Mediterraneo sulla base del Piano di sviluppo di Terna (oltre 23 miliardi fino al 2034). Il solare prodotto al Sud nelle ore di picco serve il resto d’Europa, e il vento del Nord Europa serve l’Italia quando il sole manca
- Prestiti CDP e BEI al posto di parte degli incentivi a fondo perduto (Cap. XX): impianti rinnovabili, accumuli, comunità energetiche ed efficienza degli edifici si ripagano con l’energia prodotta o risparmiata, quindi si possono finanziare a credito e fuori dal bilancio pubblico
- Riapertura del dibattito sul nucleare sulla base delle tecnologie di quarta generazione (Gen IV) e dei reattori SMR (Small Modular Reactor), con il seguente percorso vincolante: commissione tecnica indipendente con mandato di studio di 18 mesi (report pubblico atteso entro 2028); deliberazione parlamentare sui risultati entro la fine della prima legislatura (2029); eventuale avvio della fase autorizzativa e localizzativa nella fase 2030–2032; prima costruzione SMR — se e solo se approvata dal Parlamento — non prima del 2034, compatibilmente con i tempi costruttivi delle tecnologie SMR (5–7 anni dal via libera regolatorio)
Modelli di riferimento:
- Danimarca: oltre il 50% dell’elettricità da eolico; industria dell’export tecnologico miliardaria.
- Francia: 70% del mix elettrico da nucleare, costi tra i più bassi in Europa.
- Corea del Sud: investimento nei reattori SMR di nuova generazione, più sicuri e modulari.
- Finlandia: reattore EPR di Olkiluoto 3, tornata al nucleare come parte della strategia di decarbonizzazione.
- Unione Europea (direttiva 2024/1275 sugli edifici): impianti solari obbligatori sui nuovi edifici pubblici e non residenziali dal 2026, sugli edifici pubblici esistenti per gradi dal 2027 al 2030, sulle nuove abitazioni dal 2029.
- Germania (Solarpflicht): diversi Länder impongono il fotovoltaico sui nuovi edifici; a Berlino dal 2023 su ogni nuovo edificio oltre 50 m².
- Francia (loi APER, 2023): pensiline solari obbligatorie sui grandi parcheggi dal 2026 e tetti solari sui nuovi edifici non residenziali.
- California (Title 24): fotovoltaico obbligatorio sulle nuove abitazioni dal 2020, esteso ai nuovi edifici non residenziali dal 2026.
- Tokyo (dal 2025): i grandi costruttori devono installare pannelli solari sulle nuove case.