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Capitolo XV

Politiche per l'Infanzia, la Famiglia e la Parità di Genere

La scelta di avere figli deve essere libera, sostenuta e non penalizzante per nessuno.

Costo stimato: €6 mld/anno · Beneficio: €11 mld/anno — ratio 1:1,8

Il principio: la denatalità italiana è un problema strutturale. Ma le politiche familiari non sono principalmente politiche nataliste: sono politiche di parità di genere. In tutti i paesi dove si registrano i tassi di natalità più alti tra le economie avanzate, le donne lavorano di più, non di meno. La scelta di avere figli deve essere libera, sostenuta e non penalizzante per la carriera di nessuno dei due genitori.

Le misure:

  • Asili nido pubblici universali e gratuiti per tutti i bambini da 0 a 3 anni: oggi la copertura italiana è al 27%, contro il 66% della Danimarca
  • Congedo parentale condiviso e obbligatorio: entrambi i genitori hanno diritto e obbligo di un congedo retribuito; il congedo non trasferibile del padre riduce la penalizzazione professionale delle madri
  • Incentivi reali (non bonus una tantum) per le famiglie: servizi stabili, non trasferimenti
  • Lotta alla discriminazione di genere nel mercato del lavoro: parità salariale certificata come requisito per gli appalti pubblici

Nota sulla natalità: i dati internazionali mostrano che le politiche familiari generose non hanno invertito il calo demografico nemmeno nei paesi nordici dove sono più sviluppate. Il MRSS è onesto su questo: il problema demografico italiano non si risolve con incentivi alla natalità, ma con una combinazione di parità di genere reale, immigrazione regolare e qualità della vita che renda plausibile e desiderabile crescere una famiglia in Italia.

Modelli di riferimento:

  • Danimarca: copertura nidi quasi universale, congedo parentale condiviso, tasso di occupazione femminile tra i più alti al mondo.
  • Svezia: il pappaledighet (congedo paterno non trasferibile) ha ridotto strutturalmente il divario salariale di genere.
  • Francia: sistema di crèches pubbliche capillare; non ha invertito il calo demografico ma ha ridotto la penalizzazione professionale delle madri.