Il principio: la giustizia lenta è ingiustizia. La soluzione non è depenalizzare: è investire nel sistema e riorientarlo verso la rieducazione.
Le misure: - Aumento del corpo giudicante: concorsi straordinari per magistrati, giudici onorari, personale amministrativo - Aumento del personale carcerario: più educatori, psicologi, assistenti sociali nelle strutture detentive - Rimodulazione delle pene in direzione rieducativa: pene alternative al carcere per reati non violenti, programmi di reinserimento obbligatori - Obiettivi vincolanti sulla durata massima dei procedimenti civili e penali
Modelli di riferimento: - Norvegia: tasso di recidiva del 20% contro il 50-70% europeo; carceri come ambienti di reinserimento con laboratori, istruzione e lavoro retribuito. - Paesi Bassi: calo strutturale della popolazione detenuta grazie a depenalizzazione mirata e pene alternative efficaci, con chiusura di decine di carceri per mancanza di detenuti; la capacità in eccesso è stata temporaneamente ceduta in locazione a Belgio e Norvegia, confermando che la riduzione è reale e non una scelta contingente di politica penitenziaria. - Germania (Jugendstrafrecht): giustizia minorile orientata alla rieducazione con risultati documentati.